E' il 3 luglio 2008, quando ancora i lugli erano caldi come tradizione vuole.
Sono in ferie per 5 giorni, 5 giorni da sfruttare assolutamente visto che poi avrei ricominciato a lavorare per tutto il resto dell'estate.
Quindi un idea mi si ferma in testa: partire, farmi 4 ore di macchina da solo per vedermi a Parma i Baustelle.
E' l'estate del 2008, i Baustelle hanno fatto uscire mesi fa quel piccolo capolavoro che è "Amen" e sono entrati dritti tra i miei gruppi favoriti italiani di sempre (insieme ai Subsonica e i Marta Sui Tubi), complici anche gli ascolti (ripetuti compulsivamente) dei primi 3 album della band di Montepulciano: album che considero ancora oggi tra i più belli usciti in QUEI cazzi di anni zero.
Ma l'estate 2008 segnala anche un altro evento: esce il primo album delle Luci. E tutti ne parlavano, non c'era un forum musicale che non avesse un thread aperto su Canzoni Da Spiaggia Deturpata, un giornale musicale che non lo intervistasse ("farò un secondo album e poi mi dedicherò alla pittura" diceva ai tempi Vasco, meno male si è smentito).
Quindi a Parma, lontano ore da casa, aspettando il concerto mi compro questo benedetto album di cui parlano tutti (e mediamente tutti bene).
L'ho infilo nelle stereo impaziente e parte Lacrimogeni.
Che botta, ragazzi. Vasco Brondi ero quello che stavo aspettando in quel momento. 20 anni, voglia di cambiare, voglia di capire se valessi qualcosa.
E c'era questo ragazzo ferrarese di quattro anni più di me che con quell'album stava dicendo le stesse cose che pensavo io.
Con parole migliori.
Con quel genio di Giorgio Canali che l'aiutava nel farlo.
E con un personalità che manca al 99,99% dei gruppi (e non parlo solo degli italiani, anzi).
Ascoltarsi quell'album era entrare in un mondo personalissimo ma (forse questo per questo) che apparteneva a tutti noi nati negli '80-'90.
Per questo se al momento dell'uscita dell'esordio se avevi più di 30 anni, si, potevi apprezzare l'originalità e l'atmosfera ma finiva lì.
Ma è giusto così, se i giovani fanno musica che non dà noia alle generazioni più anziane alla significa che in quella musica c'è qualcosa che non va. Il punk è nato così, no?
Siamo l'esercito del Sert.
E ci piscino pure adosso i conoscenti morti negli incidenti stradali (quanto ho pianto..)
Sarà la prima volta che non andrò a votare
E poi c'è lei:
Lotta Armata al bar. Canzone gigante, una dei pochi manifesti della nostra generazione (non vorrei prendere infamate ma per me l'altra è sicuramente Velletà de I Cani)
Gli addetti alla fabbricazione del buon umore sono in cassa integrazione
Che cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni Zero.
Dio. Una botta così (al primo ascolto) l'avevo avuta solo anni prima quando a 16 anni conobbi i Clash (che conoscere a 16 è come... conoscere i Clash a 16 anni..
Poi arriveranno i concerti dove mi ritrovai anche a piangere ad ascoltare per la prima "e se gli alberghi appena costruiti coprono i tramonti, tu non preoccuparti"
(quando ancore le ragazze kamikaze non era una canzone ma solo un intemezzo parlato, bellissimo, nei concerti), il secondo (da me odiatissimo) album che non riuscì a ricreare la stessa magia ma certe magie, ho capito adesso, non si possono ricreare.
Sono uniche e accadono una sola volta.
E il terzo album è bellissimo, sicuramente meglio del primo ma i gusti sono gusti.
E, cazzo, 20 anni si hanno una sola volta.
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